Sas da l'Om

Ricordi sulla palestra di roccia la rossa al Mottarone

di Ivano Bellodi

Scrivo quello che è il mio ricordo: non ho modo (in questo momento) di contattare Massimo Medina, senz’altro uno degli artefici delle prime salite al pilastro, né Claudio Sora figura altrettanto importante per il sass da l’om. A questo proposito vorrei ricordare che nel 1987 usci una guida 90 scalate su guglie e monoliti edito da Gorlich ad opera del compianto Gian Carlo Grassi e che a pag. 126 riportava alcuni itinerari sia sul monolito che sul sas da l’om. Intorno al 1974-75 su segnalazione di Piero Signini Istruttore Nazionale di Alpinismo di Borgomanero e Direttore, a quel tempo, della Scuola di alpinismo Valticino, alcuni aronesi appassionati di alpinismo andarono a perlustrare la zona immediatamente dietro lo skilift la rossa. Giovanni Pucci, Carlo Zonca, Claudio Sora, Ivano Bellodi, Fabio Sora, Sandro Magri.

Il roccione era splendido e ben si prestava per lezioni di arrampicata, allenamento e preparazione personale. Si diede inizio alla pulitura da erbusti e sassi mobili, si misero i primi chiodi, le prime catene; si riuscì a definire 10 vie di diversa difficoltà e lunghezza. Dal mezzo tiro delle 1, 2, 3 ai due tiri della 10; le difficoltà arrivavano fino al 5 dell’allora scala Welzembach. Si preparò anche una postazione per insegnare, durante i corsi di arrampicata e alpinismo, l’utilizzo corretto dei chiodi, dei nuts, dei friends, dei vari collegamenti, ecc, Anche si costruì una postazione con copertone ed argano per la prova tenuta. Moltissimi furono i corsi, sia di Arona che di altre Scuole che usufruirono di questa comoda e ben tenuta palestra, anche se modesta nel suo insieme.

Si sostituirono i vecchi chiodi con chiodi a pressione, prima con le golfare poi, quando furono disponibili, con gli spit. Furono segnate le vie in maniera più congeniale e non solo numericamente (anche se non ne ho mai capito la necessità). Si rinnovarono tutte le soste con catene, e comunque si mantenne l’efficienza e la sicurezza della palestra credo fino intorno agli anni 2000. Certamente quel primo nucleo di appassionati fu sostituito nel corso degli anni da altri giovani fra cui ricordo: Alessandro Biscardini, Roberto Fomia, Massimo Medina. Oggi mi sembra si siano inserite in quei tracciati altre varianti. Ma non è più la mia storia.

Per il Sass da l’Om, la storia è molto simile, qui però bisogna restringere la partecipazione fondamentalmente a Claudio Sora e Giovanni Pucci (attore di un incidente molto serio in un pomeriggio di ordinaria e solitaria manutenzione, anni 80, si spaccò una gamba cadendo malamente da un sasso, riuscì a rientrare solo alla macchina e poi finalmente fu soccorso). Tutti e quattro i versanti furono saliti con più vie, quasi sempre in artificiale (erano quegli anni), fu messa una bandiera sulla cima ed anche qui si continuò per moltissimi anni l’opera di manutenzione e pulitura. Era particolarmente adatto per l’allenamento all’uso delle staffe, alla confidenza con il vuoto, al miglior utilizzo delle manovre di corde.