Miasino

Di antichissima origine con ritrovamenti in zona risalenti all'Età del Ferro), Miasino fece parte, durante il Medioevo, del grande feudo vescovile della Riviera di San Giulio, dal nome dell'evangelizzatore di quelle zone (fine IV secolo).

Arricchitosi soprattutto durante il Seicento di bellissimi palazzi, Miasino vanta, tra le sue principali attrazioni, la Chiesa parrocchiale di San Rocco, riedificata in chiave nel 1627 su progetto dell'architetto milanese Francesco Maria Richino. La facciata è stata terminata solo nel 1933 dall'architetto torinese Carlo Nigra che volle rispettare il disegno originario. La dedicazione al santo di Montpellier fu senz'altro dovuta alle epidemie di peste che avevano via via colpito anche quelle terre, giungendo soprattutto dal Milanese.

L'interno della Parrocchiale è ricco ed elegante, con pregevoli opere barocche e tardobarocche, realizzate da artisti sia locali che "forestieri" (milanesi, toscani, ecc.). Ciò fu possibile grazie alla generosità dei numerosi miasinesi emigrati fin dal Cinquecento in Toscana (Lucca) o nelle città lombarde, soprattutto Milano.

Un altro gioiello nel centro del paese è Villa Nigra, di origini Cinquecentesche ma ampliata nel Seicento e nel Settecento, esempio di nobile residenza di campagna (oggi di proprietà del Comune).

Il nome deriva dagli ultimi proprietari privati cui apparteneva anche il già citato architetto Carlo Nigra.