Madonna del Sasso

Santuario della Madonna del Sasso[1]

sorge sulla sommità di uno sperone di roccia che s'innalza all'interno della valletta scavata dal torrente Ramogna, ad una altezza di 370 m s.l.m nel Comune di Orselina, sopra Locarno.
Oltre al santuario, importante meta di pellegrinaggio, il complesso architettonico, o Sacro Monte, comprende la chiesa dell'Annunciazione, le cappelle lungo la vecchia strada di accesso, la Via Crucis, e le cappelle della Pietà nel cortile, del Compianto sul Cristo morto, dell'Ultima Cena, e dello Spirito Santo poste sotto il portico del santuario, ed infine il convento.

Il Santuario sorge a 638 metri di altitudine nel comune omonimo di Madonna del Sasso; si affaccia su uno sperone roccioso di granito il quale è stato impiegato come pietra da taglio da tempi immemorabili.
Davanti alla chiesa si sviluppa un ampio piazzaletto detto "il balcone del Cusio“ per una superficie di circa 735 mq.
Da esso si ammira un panorama sconfinato, dai monti più vicini, ai contorni sfuggenti delle Alpi, in basso si susseguono i ridenti paesi della vallata e in fondo verso sud, quando il cielo è molto limpido, si scorgono Novara, Vercelli e Milano.
Una volta il piazzale del Santuario era “il prato della tela” dove le donne, nelle giornate calde e soleggiate, andavano a candeggiare la tela fatta in casa. Anticamente, alle falde del monte Avigno, sorgeva una cappella dedicata alla Madonna Addolorata, a poca distanza da Boleto.
Le molte grazie attiravano i fedeli del Cusio.
Una prima chiesa sostituì la cappella; sull'altare maggiore c'era un quadro delta Vergine in contemplazione di Gesù, opera del Caravaggio.
Nella sacrestia si conservava, in una nicchia una statuetta della Madonna del Rosario, di autore ignoto, ritenuta miracolosa.
Nel 1706 il boletese Pietro Paolo Minola, in seguito ad una grazia ricevuta dalla Madonna, decise di far costruire, in sostituzione del vecchio, un nuovo Santuario. Vennero inoltrate le pratiche alle Autorità diocesane che acconsentirono ben volentieri.
Verso il 1725 furono iniziati i lavori. Anche la popolazione di Boleto diede il proprio contributo materiale e manuale.
Nel 1748 la chiesa era ultimata, mentre nel 1760 furono terminati il campanile e la casa per i preti, che sorse a fianco della chiesa.
La consacrazione del Santuario avvenne nel 1771 con una solenne cerimonia celebrata dal Vescovo di Novara di allora.
Nel 1773 il Minola donò il corpo di San Donato al Santuario.
L’interno del Santuario e a croce greca con due altari laterali e graziosi coretti alla congiunzione dei bracci della croce.
E’ di epoca barocca e venne interamente affrescato da Lorenzo Peracino da Cellio. Sopra l’altare maggiore è incastonato un dipinto raffigurante la Pietà di Fermo Stella da Caravaggio, del 1547.
Sull’altare a sinistra c’è l'urna con le ossa ed il sangue di San Donato.
Gli abitanti della zona gli innalzarono preghiere nel timore della folgore e della grandine.
San Donato, un martire rinvenuto nelle catacombe di San Callisto di Roma, è raffigurato con folta barba, elmo, spada e mantello nell’atto di fermare una folgore che si stava scatenando sul paese.